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La storia dei giochi di carte digitali

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Se c’è un passatempo che ha alle spalle secoli di storia, questo è il mazzo di carte. Le sue origini, collocabili intorno al decimo secolo, testimoniano come fin dal principio gli innumerevoli giochi basati sulle carte abbiano goduto di un enorme successo che ha permesso loro di attraversare, sostanzialmente immutate se non per numerose varianti geografiche, tutte le fasi della storia fino al giorno d’oggi.

La struttura del mazzo di carte, composto da un numero variabile di carte numerate divise in diversi semi, è infatti rimasta fondamentalmente invariata fin dalle prime testimonianze dell’utilizzo di carte da gioco, che riportano alla Cina del decimo secolo, dopo l’invenzione della carta.

Come queste siano poi arrivate in Europa è tutt’ora ignoto: la versione più diffusa vuole che le abbia portate Marco Polo di ritorno dal suo storico viaggio, ma è molto più probabile che il punto di contatto sia stato piuttosto il vicino oriente, all’epoca vera e propria porta di scambio fra Europa e Asia.

Il fatto che le carte da gioco abbiano avuto un successo tale da consentire loro di attraversare indenni così tanti anni si può spiegare in diversi modi: la versatilità, la comodità, la semplicità di utilizzo, la varietà di giochi che possono essere creati con le stesse. Era perciò inevitabile che, con l’avvento della tecnologia, anche uno fra i più antichi passatempi dell’uomo venisse trasposto in digitale, aggiungendo così un’ulteriore evoluzione alla sua storia.

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Le prime versioni digitali dei giochi di carte si diffondono nella seconda metà degli anni ’80, introducendo la variante Klondike del Solitario. Si trattava di una scelta logica: essendo ormai lo sviluppo dei computer a un punto tale da permettere di supportare anche dei programmi di mero svago, la scelta più ovvia consisteva nel privilegiare un gioco semplice, facilmente “digitalizzabile” e giocabile da un singolo utente.

La comparsa a schermo delle carte era un’operazione relativamente poco onerosa per le macchine dell’epoca, e il successo fu enorme. La prima versione commercializzata, nel 1987, fu Solitaire Royale: si trattava di una suite contenente 8 varianti di solitario, sviluppata per MS-DOS e per Mac. Nel 1990 avvenne un’altra piccola rivoluzione: uno stagista di Microsoft si mise a sviluppare, nelle ore libere, quella che divenne la prima versione dello storico Solitario di Windows. Compreso nel sistema operativo Windows 3.0, il gioco venne presentato come un ottimo esercizio didattico per abituarsi all’uso del mouse.

Il successo fu tale da spingere Microsoft a curare, nel succedersi delle versioni del proprio sistema operativo, i passatempi di carte che venivano inclusi. Nel 1995 uscì Windows 95, che comprendeva Freecell, mentre con Windows XP, nel 2001, venne introdotto Spider. Si tratta di due varianti di Solitario, diverse per regole ma accomunate dalla cura con la quale sono state regolarmente introdotte nelle diverse versioni del sistema operativo Microsoft. Il successo è stato tale che tutt’oggi la rete è ricca di guide su come poter recuperare questi storici passatempi sui sistemi operativi attuali.

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A proposito di rete, internet è stato finora l’ultimo passo che ha accompagnato la digitalizzazione dei giochi di carte. Infatti ha consentito di abbandonare la dimensione del singolo computer per poter offrire giochi liberamente accessibili in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo, introducendo di conseguenza la possibilità di competere con giocatori reali.  L’offerta, in termini di giochi, si è enormemente allargata comprendendo anche i più iconici giochi di carte competitivi. Fra i numerosi software disponibili, a testimonianza del successo del gioco, va senz’altro incluso BlackjackTrainer: si tratta di una delle soluzioni migliori anche al fine di imparare le regole del blackjack, semplici solo all’apparenza, garantendo la comodità di essere immediatamente accessibile sia da pc che da mobile con una struttura leggera e poco impegnativa per il dispositivo. Ma non è sbagliato evidenziare come tutti i più noti giochi di carte possano oggi essere giocati in digitale, sia ai fini di apprendimento delle regole sia per competizione: alcuni esempi possono essere la versione Dal Negro del gioco della scopa, che fra le centinaia di risultati degli store per mobile è la più apprezzata, o le numerose varianti dei giochi come burraco, briscola o pinnacolo.

Proprio il mobile, in questo momento, è il terreno di sviluppo più fertile, paragonabile al mondo dei computer di 25 anni fa: dato l’enorme numero di giochi possibili, e considerando numerose applicazioni per ogni gioco, ne emerge un quadro dove l’offerta è sconfinata e la scelta si riduce a una semplice questione di gusti.

Il futuro è ancora tutto da scrivere, ma va considerato che se il mazzo di carte è stato in grado di sopravvivere per quest’arco di tempo mantenendo immutato il suo fascino, tutto fa credere che troverà il modo di adattarsi a qualsiasi sviluppo.

Matteo Hsia