E-commerce ma non solo: l’ascesa delle app commerciali
Matteo Hsia
10 luglio 2017

Il 2017 è l’anno della definitiva affermazione delle app nelle attività commerciali. Questo è dovuto non solo alla crescita dell’e-commerce nel nostro paese, ma anche all’uso crescente che ne fanno piccole e medie imprese e attività locali che non vendono su Internet. Vediamo assieme i dettagli.

Innanzitutto, il 2017 è stato un grande anno per l’e-commerce in Italia, che ha sfiorato il valore di 32 miliardi di euro: lo dicono il rapporto E-commerce in Italia 2017 e l’ultimo rapporto HiPay, presentati entrambi a inizio maggio. Gli acquisti online infatti hanno fatto registrare un fatturato di 31,7 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 28,8 miliardi di due anni fa.

Arriviamo al dunque: ben il 26% delle transazioni effettuate l’anno scorso sono passate da tablet e smartphone, un dato che è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni.

Il settore pioniere è quello del gaming: la spesa da mobile rappresenta il 23% del totale. PokerStars Casino, leader del settore, ha sviluppato applicazioni Android e iOS, riuscendo nell’obbiettivo di aumentare sostanzialmente le giocate da mobile. Anche nel settore del retail si registrano importanti investimenti sul mobile: Pull&Bear, ad esempio, ha lanciato app per iOS e Android da cui si possono fare acquisti e ricevere aggiornamenti e notifiche sulle prossime collezioni.

Anche se la maggior parte delle vendite (circa il 72%) avviene al computer, è sempre il mobile a registrare la crescita più alta: circa il 63% dal 2015. Le app rendono più rapida l’esperienza del cliente e aumentano la sua fideizzazione.

A livello globale il mobile commerce ha raggiunto percentuali mai viste prima: nel 2016 rappresentava il 37% di tutte le transazioni, ed è previsto che nel 2020 questa percentuale salga fino al 45%, per un valore totale di circa 255 miliardi di euro.

Va da sé, quindi, che lo sviluppo di mobile e web app è una priorità delle imprese italiane che intendano vendere online.

Nonostante il costo di realizzazione più alto e tempi di lavoro più lunghi rispetto alle web app, le mobile app hanno un grosso vantaggio: il maggior tempo di permanenza dell’utente, che dimostra una maggiore fideizzazione rispetto all’utente web. Se infatti le visite su sito hanno una permanenza media intorno ai 5 minuti, nel caso delle mobile app arriviamo a ben 24 minuti. Più tempo di permanenza significa più vendite. Le applicazioni mobile, inoltre, sono installate direttamente sul dispositivo, per cui i dati sono disponibili anche in modalità offline. 

Per le imprese interessate, creare un’app è una sfida. Oltre ai requisiti tecnici (niente crash, tempi di avvio rapidi), infatti, le appmobile  devono avere queste precise caratteristiche:

  • Facile accesso al prodotto e memorizzazione delle informazioni
  • Funzione di assistenza e supporto riguardo il settore di riferimento dell’app
  • Comunicazione in real time

A questo scopo, ci sono piattaforme online apposite per creare e gestire le mobile app. Andiamo ad analizzare i servizi migliori per creare un’app mobile per l’ecommerce.

Le piattaforme più utilizzate sono Mobicart e Appy Pie.

MobiCart vi permette di:

  • gestire i contenuti della vostra app e l’aspetto visuale da un’unica pagina “Amministratore“.
  • creare delle versioni multilingue dell’app;
  • gestire l’icona e l’immagine principale;
  • impostare le notifiche, i feed RSS e Twitter;
  • gestire l’aspetto dei prodotti, gli ordini, il processo di spedizione, l’aggiornamento dell’app e il controllo del magazzino da un’unica pagina;
  • creare una versione build dell’app per testarla e, una volta ultimata, di inviarla all’app store di iTunes e di Google Play.

Sono disponibili quattro piani tariffari: oltre al piano gratuito, quello base (9$/mese o 90$/anno con 2 mesi gratuiti), e starter (39$/mese o 390$/anno con 2 mesi gratuiti) c’è anche un piano “pro” (69$/mese), le cui uniche differenze con quello starter sono il limite prodotti (che arriva a 7000), l’accesso al codice sorgente e l’assistenza prioritaria via email.

Appy Pie, invece, vi propone:

  • un processo di creazione delle app “clicca e trascina” che non richiede conoscenze software;
  • la possibilità di inviare notifiche;
  • strumenti Analytics a disposizione che permettono di monetizzare facilmente l’app;
  • nessun limite al numero di app che si possono creare;
  • possibilità di trasformare il proprio sito in un’app grazie a una procedura integrata.

Anche qui troviamo quattro piani tariffari: gratuito, di base (15€/mese), oro (30€/mese), e platino (50€/mese, supporta anche Amazon, Windows e Blackberry; in più offre la possibilità di eliminare ogni riferimento al marchio Appy Pie).

Ma lo sviluppo di mobile app non riguarda solo le imprese che vendono online. Perfino le piccole imprese e le attività locali, infatti, non possono più fare a meno delle app, che sono diventate uno strumento di marketing troppo importante. Anche se le applicazioni mobili sono usate principalmente come strumento di marketing professionale, infatti, il loro uso si estende ben al di là dell’elemento promozionale. Le applicazioni aggiungono e creano valore per il cliente aiutando a generare un sentimento positivo verso il proprio business, e questo si traduce direttamente in un maggiore return on investment.

Ma come si devono approcciare le attività locali alle applicazioni?

In generale, possiamo dire che valgono gli stessi ragionamenti che facevamo già dagli anni ’90 sul mercato di Internet. Avere un sito web di qualità significa, oggi come allora, dare l’opportunità al cliente di ottenere facilmente ciò che cerca.

Nel caso di un sito mobile creato ad hoc per gli smartphone è importante offrire velocemente i contenuti che l’utente necessita in quel momento – i contatti, la mappa, i propri servizi – e tutto deve essere intuitivo e di facile fruizione.

Le applicazioni, però, hanno una funzione diversa rispetto al sito perché devono essere scaricate per poter essere usate. Per cui bisogna incentivare il cliente ad installare l’app sul proprio smartphone grazie a valori aggiunti che essa gli può garantire. L’applicazione è poco utile per i clienti se offre solo informazioni come i contatti o poco più. 

Le app quindi offrono molte opportunità, ma solo se sono dotate di strumenti adatti per incentivare il cliente a scaricarle e utilizzarle.

Dove le app stanno davvero dominando, però, è nella gestione interna delle imprese. Stiamo parlando soprattutto delle attività di  contabilità, spedizioni e gestione clienti. In un’epoca di grande concorrenza è necessario curare tutto nei minimi dettagli, dalla gestione delle spese a quella dei clienti, e anche qui possono aiutarci le applicazioni disponibili per iOS e Android, che il più delle volte sono gratuite. Vediamo le più popolari.

Fatturazione. Invoice2go è un’ottima applicazione per iPhone e iPad, che consente di gestire fatture, preventivi, contabilità,  denaro, ordini d’acquisto e note di credito. L’applicazione, da poco aggiornata alla versione 10.1.4, è gratuita e prevede abbonamenti su base annuale.

Gestione clienti. Filemaker Go 16 è un’applicazione gratuita per iPhone e iPad, una delle migliori per chi lavora con i database. Consente la gestione dei rapporti con i clienti anche quando si è fuori sede.

Spese. Expensify è un’app gratuita per iPad e iPhone. Semplifica la vita di tutti quelli che si trovano a destreggiarsi con scontrini, spese, trasferte e rimborsi spese. La funzione SmartScan, partendo dalla foto di uno scontrino, riconosce i vari campi (negozio, data di emissione e ammontare della spesa) e registra l’esborso nella lista delle spese. Vi permette anche di aggiungere manualmente le altre spese effettuate, compila per voi dei report e sincronizza tutti i dati.